Gioele, morbidi riccioli ribelli e sguardo limpido, è uno
degli atleti più giovani fra quelli iscritti alla Polisportiva
Disabili Valcamonica, insieme a Giuseppe Romele.
E’ nato il 22 novembre 1993 e frequenta la 5° ginnasio.
Oltre al tennis, il suo sport preferito, ha molti altri interessi. Come
tutti i giovani ama la musica, mi dice quasi tutto quello
che spazia nell’influenza del rock, dal punk al metal, dal
gurnge all’hard rock, e voglio iniziare a suonare il basso
elettrico. Di fronte a lui mi sento Matusalemme, ma
andiamo avanti…
Lo tempesto di domande.
D - Da quanto
tempo pratichi il tennis in carrozzina, perché hai scelto
questo sport, chi è il tuo allenatore e chi sono gli
amici/atleti con cui ti alleni? Quanto tempo dedichi agli
allenamenti? Dove ti alleni?
R - Pratico tennis da ormai quattro anni, tre di allenamento e uno di
tornei. Non saprei dire con esattezza perché ho iniziato a
praticare il tennis, probabilmente solo per trovare qualcosa
da fare. Ora, però, mi piace tantissimo: mi dà la possibilità
di conoscere tanta gente simpatica e di fare esperienze
interessanti.
Mi alleno da 4 anni con Mauro Milesi a Cividate.
Mi alleno anche con altri ragazzi della polisportiva:
Dario, Lucia, Martino e Stefano.
Il tempo dedicato agli allenamenti è però per me ancora troppo poco
(circa 4 ore alla settimana). Entro quest’anno spero di
riuscire a lavorare di più per migliorarmi, per acquisire una
tecnica più competitiva ed ottenere risultati importanti .
D - Cosa hai
provato quando sei stato convocato nella squadra nazionale? Te
lo aspettavi?
Cosa hai riportato a casa dall’esperienza
olandese? Quanto tempo è durato il tuo soggiorno? Come sono
andate le partite?
R -
La convocazione nazionale è stata una sensazione fantastica,
soprattutto quella per il mondiale di Cremona, sinceramente
non me l’aspettavo. Per quanto riguarda il viaggio in Olanda,
un ritiro degli junior, era nell’aria fin dalla convocazione
in marzo.
L’esperienza olandese è stata decisamente divertente ed è
servita per migliorare il mio tennis e anche per farmi
crescere. Il soggiorno è durato cinque giorni più i due di
viaggio e le partite sono andate mediamente bene, considerando
che ho giocato tre partite vincendone una e rischiando di
vincerne una seconda.
D - Cosa significa per te lo sport?
R -
Per me lo sport è un modo per divertirsi e allo stesso tempo rimuovere
la tensione. Serve per allenare il corpo e aiuta a crescere,
anche mentalmente, e prendere coscienza di se stessi.
D - Se tu dovessi
descrivere il tennis in carrozzina a qualcuno che non è molto
esperto (come me per esempio) cosa gli diresti? Quali aspetti
metteresti in risalto?
R -
Il tennis in carrozzina è uno sport alquanto faticoso, ma che può dare
molte soddisfazioni. Ti permette di conoscere molte persone,
perché vengono organizzati molti tornei internazionali.
Differisce dal tennis per normodotati solo per la possibilità
di avere il doppio rimbalzo, vista la difficoltà di movimento
nello spingere la carrozzina.
D - Sei un
giovanissimo atleta, ti alleni molto, stai dedicando al tennis
parecchie energie… cosa pensi in merito agli episodi di
doping?
R - Ritengo che
il doping sia una cosa stupida, perché lo sport è nato per
divertirsi e non soltanto per vincere. Se un atleta vuole
vincere a tutti i costi, ma non ci riesce, tanto vale che
cambi sport, perché rendersi più forti con agenti esterni è
come non essere più se stessi.
D - Qual è la
partita che hai nel cuore e perché?
R - La mia
partita del cuore è stata quella che ho vinto in Olanda,
perché partendo da un set perso male sono riuscito a vincere
la partita portandola al terzo.
D
- Sei giovanissimo, sei molto bravo ma sicuramente hai ampi margini
di miglioramento, che obiettivi hai? Secondo te, dove devi
migliorare?
R
- Il mio obbiettivo, per ora, è entrare nei migliori cento tennisti al
mondo entro i miei 20 anni, ma dovrò lavorare molto ed
impegnarmi per migliorare il mio modo di giocare partendo dai
colpi basilari.
Hai davanti a
te cinque anni per raggiungere la tua meta. Di recente ho
sentito dire se una cosa la vuoi, una strada la trovi…Segui
la tua strada con la stessa gioia di oggi.
Eleonora e Gioele
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