| |
Intervista a
Margherita, mamma di Valentino, iscritto al corso di ippoterapia
Margherita è una
mamma come tutte le mamme. Come tutte le mamme adora il suo
bambino, lo coccola, lo imbocca, gli cambia il pannolino, gioca
insieme a lui, inventa ninnananne, pensa al suo futuro.
Soprattutto, pensa al suo futuro. Valentino ha
quindici anni, non cammina, non parla, ha un suo linguaggio, fa
le sue esperienze, da solo o in compagnia, con i genitori o in
ambienti diversi da quello familiare. Margherita è una
donna fantastica e piena di energia, è bello incontrarla e
lasciarsi scaldare dalla sua umanità, è rassicurante scoprire
che la sua porta è aperta, che posso chiedere di entrare nella
sua vita e in quella di suo figlio. Così inizio a farle alcune
domande.
Cosa puoi dirmi del tuo Valentino, intendo dire, come trascorre le
giornate, come comunichi con lui, c’è qualcosa che gli piace in
particolare o qualcosa che proprio non sopporta?
Le giornate di Valentino sono scandite dalle abitudini. Ci è voluto parecchio
tempo per capire che con lui non si poteva improvvisare.
Infatti, da quando le sue giornate sono interamente organizzate,
i suoi ritmi di sonno\veglia sono più regolari, è più sereno e
qualsiasi modifica della giornata (ad esempio, per un
contrattempo manca l’istruttore in piscina quindi salta la
lezione) deve essere prontamente un’attività alternativa.
Con Valentino,
anche se non sai cosa può capire, devi parlare tanto, senza
stancarti, e ho notato che ama particolarmente gli argomenti che
lo riguardano. Quando lo sgrido capisce perché sgrana gli occhi
e alza le orecchie, quando gli accendi la tv comincia a tremare
di gioia perché sa che vedrà uno dei suoi cartoni animati
preferiti, quando vede il piatto del pranzo o della cena la sua
felicità è lampante.
Non sopporta la
confusione, nel senso che per lui la casa è sinonimo di
tranquillità. Se ho gente in casa lui rimane tranquillo,
addirittura se lo metti a letto lo fai felice. Anche nel
contesto scolastico ricordo che in occasione di alcune feste le
insegnanti erano contente perché vedevano Valentino partecipare
attivamente insieme ai compagni. Al contrario, quando a queste
feste erano presenti i genitori, appoggiava la sua testa sul
bracciolo della sedia e non si muoveva più. Invece nelle feste
d’estate di paese o se ci sono i fuochi d’artificio è
felicissimo!!!
Puoi parlarmi della sua malattia?
Valentino ha la sindrome di Killian Tesckler o di Pallister. Praticamente
durante il concepimento l’undicesimo cromosoma si è allungato. I
medici sostengono che si tratti di una patologia rara, ma non ne
sono così convinta!!
L’evolversi della patologia è ancora sconosciuta, mentre le manifestazioni
più comuni sono crisi epilettiche, obesità, grave ipotonia
muscolare, nessuna possibilità di parola. Si deve ricordare però
che, come tutte la patologie, ogni soggetto reagisce in modo
diverso, raggiunge i propri traguardi e ha le sue difficoltà.
Come siete entrati in contatto con la Polisportiva Disabili Valcamonica?
Ho conosciuto la
Polisportiva Disabili Valcamonica per merito dell’Anfass di
Vallecamonica. Ero e sono tuttora iscritta all’Associazione in
qualità di socio passivo, nel senso che non partecipo alla vita
dell’Associazione, ma mi è utile come fonte di notizie sia a
livello nazionale che locale. Un giorno ho trovato una lettera
della polisportiva nella quale venivano descritte le discipline
sportive di cui si occupava e la possibilità di frequentare
corsi di ippoterapia.
Parliamo un po’ dell’ippoterapia.
Avevo già sentito parlare dell’ippoterapia alla Fondazione Hollman, dove
ero stata con Valentino quando aveva tre anni. Purtroppo
all’epoca nella nostra zona non c’erano molte possibilità, non
esistevano le strutture e nemmeno gli esperti per un’attività
del genere.
Per Valentino c’era anche un problema di postura, perché non aveva il
controllo del tronco e il cavallo sarebbe stato pericoloso.
Finalmente, a 8 anni abbiamo ottenuto il benestare del medico e abbiamo iniziato
l’avventura dell’ippoterapia. A Valentino piace andare a
cavallo, ma non gli piace il cavallo. Sembra una contraddizione
ma è così! Nonostante vada a cavallo da sette anni, ha iniziato
a toccare il dorso liscio dell’animale da poco tempo: preferisce
stare seduto sul cavallo ben diritto, battendo le mani, ma senza
toccarlo!! Il percorso è prestabilito, a passo lento o veloce,
in base alla decisione dell’ippoterapeuta, che decide anche se
fargli mettere i piedi nelle staffe o no. Grazie all’ippoterapia,
Valentino ha migliorato notevolmente il controllo del tronco e
l’equilibrio. Se scivola da un lato, per raddrizzarsi utilizza,
rinforzandoli, i muscoli addominali e dorsali.
In che modo l’ippoterapia è utile a Valentino?
L’ippoterapia è servita molto a Valentino, infatti ha imparato a stare seduto
bene e senza appoggi. Prima di iniziare l’ippoterapia Valentino
era più limitato nei movimenti: da sdraiato riusciva a mettersi
di fianco appoggiandosi per terra, con un braccio prendeva il
gioco che gli interessava e ritornava a sdraiarsi. Ora, da
sdraiato si mette seduto bene, poi decide se sdraiarsi di nuovo
o stare seduto. Come dicevo, ha iniziato a otto anni e ha smesso
lo scorso dicembre all’età di 15 anni. Il mio ragazzo è
cresciuto ed è diventato un problema metterlo sul cavallo di
peso. Inoltre, dopo 15 – 20 minuti inizia a stancarsi, ha un
vero e proprio un crollo fisico e l’ippoterapeuta non riesce a
gestirlo, soprattutto perché improvvisamente può tuffarsi dal
cavallo con le conseguenze che puoi immaginare!!!
Consiglieresti ad altri di fare questa esperienza? Perché?
Consiglio vivamente l’ippoterapia a chi ha ragazzi con vari problemi,
anche di natura psicologica, perché il contatto con questo
animale rafforza l’autostima, dà sicurezza e serenità.
Ovviamente deve sempre esserci il consenso del medico ed è
necessario un colloquio con l’ippoterapeuta.
Credo che per i
ragazzi disabili qualsiasi attività sportiva, nel rispetto dei
loro tempi e delle loro capacità, sia un’opportunità da cogliere
al volo per farli stare meglio sia fisicamente che
psicologicamente. La Polisportiva Disabili Valcamonica
testimonia, con il suo costante lavoro, l’importanza dello sport
nella vita di tanti ragazzi che hanno trovato un altro modo di
vivere la propria disabilità.
A modo suo
Valentino pratica anche nuoto, fisioterapia e da 5 – 6 anni
partecipa a delle sedute di musicoterapia.
Un ultimo pensiero?
Forse si tende a
proteggere troppo questi ragazzi, anziché capire la loro indole
e aiutarli a svolgere delle attività diverse e complementari
alla fisioterapia. Aiutarli da piccoli inserendoli in tanti
contesti ricchi di esperienze, sempre rispettando i loro tempi e
le loro autonomie, può rappresentare un’ancora di salvezza nella
loro vita futura: si irrobustiscono limitando bronchiti e
scoliosi in forme gravissime.
E poi è fondamentale trascorrere
momenti piacevoli, in allegria, perché i disabili non sono da
considerare persone malate, sono persone con la nostra stessa
dignità e hanno bisogno e voglia di divertirsi. Devono essere
protetti e sono limitati nel fare alcune cose, è vero, però
hanno molto da dare alla società ed è tempo che la società se ne
accorga!
Margherita e Eleonora
|
|